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MINERALI E OLIGOELEMENTI

“…il nostro organismo non è che un acquario marino, ed il nostro ambiente interno non è che acqua di mare …”, dichiarò alla fine dell’800 il biologo René Quinton, constatando la somiglianza della composizione dell’acqua di mare con quella del plasma sanguigno. Le alghe, a loro volta sono veri e propri concentrati di mare, alimenti ad elevata presenza salina, somiglianti e quindi perfettamente compatibili con l’ambiente organico interno.

E’ fondamentale sapere che nell’alimentazione bisogna mantenere l’equilibrio di sostanze attive come i minerali e gli oligoelementi. E’ necessario che l’organismo assorba, ad ogni pasto, quantità equilibrate di questi elementi poiché gli ioni in essi contenuti sono fondamentali per l’assorbimento delle sostanze vitali necessarie al mantenimento del ciclo biologico cellulare. La mancanza o l’eccesso provoca alterazioni biochimiche e biofisiche nell’organismo. I minerali sono fondamentali per il funzionamento enzimatico nella distribuzione degli elettroni che gravitano intorno agli atomi, riattivando le molecole e gli scambi atomici che regolano le reazioni chimiche rendendole più rapide. Questo processo garantisce l’equilibrio atomico e il campo magnetico nel corpo umano. La carenza delle sostanze minerali nell’organismo è causa di squilibrio atomico e nel campo elettromagnetico, con conseguente modificata attività delle reazioni chimiche che provocano nell’organismo determinati sintomi come: infiammazioni, infezioni e malattie organiche più o meno gravi.

Tra i sali minerali esistono dei rapporti che condizionano gli equilibri interni. Il rapporto calcio-fosforo agisce sulla funzionalità neurovegetativa, il rapporto calcio-potassio indica l’entità dello stress, il rapporto calcio-manganese indica il grado di senilità, il rapporto calcio-sodio indica il grado di irritabilità.

L’ambiente marino conferisce alle alghe un’incomparabile ricchezza di elementi minerali la cui concentrazione può superare il 30% del peso secco (fino al 99% nel Lithothamnium Calcareum). Le microalghe, che non vivono in ambiente marino, hanno naturalmente una presenza di sali minerali proporzionalmente inferiore (dal 5 al 10% del peso secco). Accanto ai macro-elementi sodio, potassio, calcio, magnesio, cloro, fosforo, zolfo, silicio è riscontrabile una moltitudine di oligo-elementi essenziali quali iodio, ferro, zinco, rame, selenio, molibdeno, fluoro, manganese, cromo, boro, bromo, nikel, cobalto, stronzio, antimonio, titanio, indio, alcuni dei quali a rischio di carenza.

Questi elementi si trovano nelle alghe, così come negli altri alimenti naturali, in forma biodisponibile (quindi assimilabili al 100%) poiché si presentano in forma ionica, legati biochimicamente alle proteine e ai carboidrati. In natura i cosiddetti ‘regni’: minerale, vegetale, animale, interagiscono mediante continui processi di scambio con uno schema verticale che prevede la necessità di intermediazione da parte dei vegetali per far si che i minerali possano relazionare con gli organismi animali.

I minerali per potersi integrare nei tessuti organici necessitano di essere caricati elettronicamente. La fotosintesi clorofilliana è il processo mediante il quale la natura genera materia organica integrandola appunto con gli elementi minerali. Le alghe più di ogni altra forma vegetale sono in grado di eseguire questo compito, grazie alla diversificazione e alla qualità dei loro pigmenti fotorecettori nonché alla semplicità del loro processo di nutrimento. Caratteristiche che consentono loro di adattarsi efficacemente all’ambiente circostante accumulando quantità di oligoelementi in soluzione, per il principio dei vasi comunicanti e grazie alla porosità delle membrane cellulari.

Data l’impossibilità di ricreare in laboratorio la varietà e la complessità delle strutture molecolari presenti in natura, difficilmente un integratore di sali minerali potrebbe eguagliare la biodisponibilità di un alimento naturale integro. Perciò, l’assunzione sistematica ed indiscriminata degli integratori di sintesi, come sempre più spesso accade, richiede un superlavoro per lo smaltimento dei residui con un conseguente sovra affaticamento degli organi emuntori (reni), incrementando il rischio che tali residui, depositandosi nei tessuti molli, possano provocare calcificazioni o degenerazioni cellulari. 

* Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie. Gli Argomenti sono di natura generale, a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato.

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